Io provengo dalla Galassia AB1736988

Io provengo dalla Galassia AB1736988. Provengo da un viaggio interplanetario di anni 117. Sarete sorpresi di vedere che sono così bello. Questo accade perchè sul vostro pianeta solgono dipingere e descrivere gli extraterrestri come esseri verdognoli alti un metro e dieci centimetri, con grossi tentacoli o dita a illuminazione intermittente, un corpo viscido ed una irrefrenabile voglia di chiamare a casa. Nel posto da cui provengo la nostalgia non esiste. Il posto da cui provengo si chiama KL7. Nello stesso istante in cui vi sto scrivendo, il posto da cui provengo sta per implodere perchè tra gli abitanti della galassia AB1736988 ci sono stati dei problemi. Problemi non previsti.
In questo momento gli abitanti 18777353d9342h23 tengono in ostaggio quelli il cui codice finisce con il numero 4, perchè questi ultimi sono ritenuti geneticamente inferiori. Alcuni scienziati sono pronti a provarlo. Sono venuto qui per salvarmi la vita. Sono venuto qui perchè ho scelto un pianeta a caso, tra quelli che presentano forme di vita. Voi non lo sapete ancora, ma non sono pochi. Io voglio vedere cosa succede in questo posto. Io voglio imparare la comunicazione. Io voglio che voi mi diate alcune informazioni: quanti pasti fate al giorno? Di quanti rapporti sessuali avete bisogno per generare le vostre uova? Chi è Mastella? Io ringrazio voi, miei compagni di viaggio. Ma state in guardia. L'età del ghiaccio sta arrivando. Con simpatia, VIAGGIATORE 18777353D9342H24

sabato 4 aprile 2009

Tra il Caspio e i gasdotti



Il Caucaso è una striscia di terra che probabilmente solo a Tbilisi sarebbe difficile definire remota. La maggior parte degli abitanti del globo terraqueo non ha idea di dove si trovi, chi lo sa non perde molto tempo prima di tagliare corto: "E' un brutto posto". In effetti lo è.

Duemila anni fa Gengis Khan arrivò fin qua insieme al suo terrore mongolo: se all'epoca v'era qualche barlume di civiltà in giro per il mondo, di certo le sue truppe ne erano state tagliate fuori. Le popolazioni del Caucaso furono costrette a riparare nei più nascosti angoli di quelle montagne arcigne e selvagge: si divisero e continuarono a vivere separate per un bel pezzo. Più o meno per sempre, in realtà. Nel Caucaso puoi trovare 4 ceppi linguistici, etnici, religiosi e sociali diversi facendo una passeggiata di una cinquantina di chilometri.

Di qui passarono romani, persiani, ottomani e sovietici: nessuno riuscì nell'intento di domare gli spiriti identitari di quelle remote popolazioni. E sostanzialmente nessuno se ne curò più di tanto, soprattutto dopo la fine del "Grande gioco" tra gli imperi russo e britannico, a inizio ventesimo secolo. Fino ad ora.

Oggi il Caucaso è uno dei punti nevralgici dello scacchiere geopolitico mondiale. La partita più importante si gioca qui, esattamente nella striscia di territorio che ospiterà il Btc. Btc sta per Baku-Tbilisi-Ceyhan: è l'oleodotto che per la prima volta aggirerà il gigante russo per portare oro nero in Europa.

La Nato è venuta a giocare a palla nel cortile di casa. Un cortile che però il presunto padrone conosce troppo bene: i russi strisciano tra ingusceti, ossezi, ceceni e abkhazi mentre gli occidentali chiedono ancora informazioni stradali per Tbilisi. La partita del Cremlino è già vinta in partenza.

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