Io provengo dalla Galassia AB1736988
Io provengo dalla Galassia AB1736988. Provengo da un viaggio interplanetario di anni 117. Sarete sorpresi di vedere che sono così bello. Questo accade perchè sul vostro pianeta solgono dipingere e descrivere gli extraterrestri come esseri verdognoli alti un metro e dieci centimetri, con grossi tentacoli o dita a illuminazione intermittente, un corpo viscido ed una irrefrenabile voglia di chiamare a casa. Nel posto da cui provengo la nostalgia non esiste. Il posto da cui provengo si chiama KL7. Nello stesso istante in cui vi sto scrivendo, il posto da cui provengo sta per implodere perchè tra gli abitanti della galassia AB1736988 ci sono stati dei problemi. Problemi non previsti.
In questo momento gli abitanti 18777353d9342h23 tengono in ostaggio quelli il cui codice finisce con il numero 4, perchè questi ultimi sono ritenuti geneticamente inferiori. Alcuni scienziati sono pronti a provarlo. Sono venuto qui per salvarmi la vita. Sono venuto qui perchè ho scelto un pianeta a caso, tra quelli che presentano forme di vita. Voi non lo sapete ancora, ma non sono pochi. Io voglio vedere cosa succede in questo posto. Io voglio imparare la comunicazione. Io voglio che voi mi diate alcune informazioni: quanti pasti fate al giorno? Di quanti rapporti sessuali avete bisogno per generare le vostre uova? Chi è Mastella? Io ringrazio voi, miei compagni di viaggio. Ma state in guardia. L'età del ghiaccio sta arrivando. Con simpatia, VIAGGIATORE 18777353D9342H24
In questo momento gli abitanti 18777353d9342h23 tengono in ostaggio quelli il cui codice finisce con il numero 4, perchè questi ultimi sono ritenuti geneticamente inferiori. Alcuni scienziati sono pronti a provarlo. Sono venuto qui per salvarmi la vita. Sono venuto qui perchè ho scelto un pianeta a caso, tra quelli che presentano forme di vita. Voi non lo sapete ancora, ma non sono pochi. Io voglio vedere cosa succede in questo posto. Io voglio imparare la comunicazione. Io voglio che voi mi diate alcune informazioni: quanti pasti fate al giorno? Di quanti rapporti sessuali avete bisogno per generare le vostre uova? Chi è Mastella? Io ringrazio voi, miei compagni di viaggio. Ma state in guardia. L'età del ghiaccio sta arrivando. Con simpatia, VIAGGIATORE 18777353D9342H24
domenica 2 dicembre 2007
The "Darfur" way of life
Ricapitoliamo. Se non ho capito male: uno nasce su questo pianeta, in questo paese. Va a scuola, per tredici anni, per una media di 14.080 ore. Ci va, guardando la cosa da un punto di vista politico, per raggiungere la consapevolezza, la maturità e la cultura sufficiente per eleggere democraticamente e responsabilmente i propri rappresentanti nelle istituzioni statali. Poi, siccome non gli è bastato, va all'università, si prende due lauree, studia per sei o sette anni, per una media di 8.640 ore ed è pronto per iniziare e realizzare la sua vita da precario.
Questo perchè, nel frattempo, i rappresentanti del popolo stanno lavorando sulle nostre leggi sulla sicurezza, sul mercato del lavoro, sull'istruzione, facendo affidamento alle solide basi culturali che hanno raggiunto mediante un percorso di studi di certo superiore a quello del precario perchè, intendiamoci, se il precario laureato tira a campare con 1000 euro al mese e il deputato manda avanti la baracca con 12750 euro al mese netti vuol dire che, da qualche parte, questa differenza di 11750 euro al mese bisogna pur giustificarla. Però il popolo, accecato da una profonda e pericolosa ignoranza e intontito dalle vagonate di litri di lacrime che versa mentre guarda le trasmissioni di Maria ed Flilippi, non è in grado di farlo.
Orbene.
Ci penso io, che son giornalista, a mostrare che è tutto giusto e che non esiste nulla di cui dubitare, nulla di cui aver paura. Il problema è che, nel momento in cui eleggiamo un nostro deputato, questi viene catapultato fuori dalla sua Ceppaloni, nella quale aveva perpetuato anni e anni di studio matto e disperatissimo, e si va a trovare in un mondo nuovo, un posto frenetico fatto di luci, aeroplani, strani marchingegni elettorali, auto blu, microfoni, transessuali, flash, Di Pietro, dichiarazioni, scissioni, puttane, radicali, comunisti e fascisti. Tutto questo è lo stile di vita "darfur". L'uomo politico medio, pelato, basso, in doppio petto e venuto fuori dall'implosione generazionale della Prima Repubblica, è immerso nel darfur di default. E', questo, un rischio calcolato, un errore già conosciuto in partenza, dal quale, purtroppo, non si può fuggire. E dico purtroppo solo per questi poveri deputati che si sacrificano al darfur lasciando mogli figli amanti e leccaculo nella vecchia Ceppaloni del caso, per la quale continueranno, in fondo al loro cuore, a serbare nostalgia e affetto.
Siccome io che sono, oltre che giornalista, anche persona piuttosto sensibile, non posso assistere inerme a questo scempio d'anime, dico: bisogna andar da qualche altra parte, dove del darfur non si senta manco l'odore. Ma non è mica compito facile. Si va in Brasile (dove però si rischia di incontrare quello strano tipo, Nelson Mandela), o in Affaghistan?
Per il momento, dal darfur, si salvi chi può.
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